Progetto Legalità

amici di evaristo

“GLI AMICI DI EVARISTO” e il DIARIO PER UNA VITA MIGLIORE

Questo libro nasce dall’esigenza di comunicare ai ragazzi l’importanza della vita ed il rispetto che ciascuno di noi debba ad essa. In questi anni attraverso il progetto Diario per una vita migliore, ho incontrato circa 50.000 ragazzi dai 6 anni fino alla maggiore età, e spesso mi accorgo di quanto sia importante comunicare con loro e quanto sia importante per me avere le loro risposte. Quelle risposte mi hanno fatto capire quanto io sia stato fortunato nella mia vita, poiché ho potuto contare su qualcosa e su qualcuno che hanno segnato la strada sulla quale continuo a camminare. Grande importanza ha rivestito e riveste ancor oggi per me la famiglia, umile e con il grande senso del sacrificio e del lavoro, dove tutte le parole si trasformavano in fatti: “la concretezza”; dove uno sguardo ti sapeva indicare la giusta strada da seguire: “la vicinanza”; dove la parola “rispetto” faceva parte della quotidianità; dove le parole sapevano raccontare la storia che ciascuno di noi ha dietro le proprie spalle: “l’esperienza” ; dove ciascuno consigliava perché aveva una risposta: “la lealtà” ;dove il lavoro non rappresentava solo un discorso economico, ma una soddisfazione personale ed “una passione” ; dove “la felicità” era rappresentata dalla gioia di vivere. Ma forse la cosa più importante che ho avuto è “l’ascolto”; oggi ciascuno di noi “adulti” crede di sapere tutto della vita e pertanto è sempre più difficile parlare: tutti siamo professori e nessuno ascolta, o non abbiamo mai tempo per ascoltare. Ecco perché credo che sia fondamentale costruire un percorso educativo legato al dialogo, assegnando a ciascuno di noi (adulto/bambino) un ruolo. I ragazzi mi hanno insegnato che non cercano adulti perfetti, ma persone autentiche e appassionate, che non si limitano a indicare cosa fare, ma facciano insieme a loro, persone capaci di guardarsi dentro, verificando la coerenza tra atti e parole, saggiando la consistenza e la credibilità del loro essere testimoni. L’educazione non è una questione di parole, ma di responsabilità.

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